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>> ACQUE MINERALI –  Per favore, un pò di “plastica”.. facciale, a questi “testimonial” televisivi !
 

 

Ci mancava solo Anita Ekberg a ricordarci che una nota marca di acque minerali sta lavorando per una nostra “dolce vita” ! A parte le allusioni alimentari più vicine al latte… che non all’acqua, non capiamo bene di quale “dolce vita” si tratti, visto che non c’è acqua minerale che non dovrebbe essere consumata senza il parere del medico. Gia perché anche l’acqua  è un alimento e quelle imbottigliate hanno caratteristiche diverse che non vanno bene per tutti e non è il prezzo che fa la buona acqua minerale, ma solo le sue caratteristiche chimico fisiche ed il suo residuo in sali minerali. Insomma, o ci capisci o è meglio che ti astieni! Non lo dico solo io che non ho nessuna competenza scientifica da esibire, ma lo dicono i medici igienisti. Magari, lo dovrebbero dire un pò più forte. Peccato! Perché l’industria delle acque minerali è ormai un affare fiorente che poggia in gran parte su una zucca vuota.

Prima di tutto, la presunzione di poter dire che nelle acque in bottiglia non ci sono pericoli per la salute e poi che comunque fanno bene per tutto. O reni o fegato o altre frattaglie, poco importa!. E poi basta collegare qualche bella faccia, meglio se ambientalista noto per la difesa della natura e delle montagne, che con una bella faccia di bronzo, abbronzata non solo per la neve, ci racconta come quell’acqua sia pulita e vergine come nel ghiacciaio, e il gioco è fatto. Peccato che non ci dica anche  quanti soldi prenda per raccontare balle e quanti viaggi di studio nelle isole tropicali le aziende di imbottigliamento organizzino per i propri venditori, con i lucrosi proventi che vengono da noi poveri “gnoccoloni” ipnotizzati dagli incantatori di professione. La guerra dichiarata all’acqua del rubinetto è evidente e conta su molta inefficienza e tanta disattenzione che si annida fra i responsabili delle nostre reti idriche. Ma anche sulla superficialità di molti di noi, proprietari di alloggi o semplici condomini, che non curando la manutenzione e la pulizia dei serbatoi e delle autoclavi, diamo spazio ad un uso, indiscriminato e fuori del consentito, del cloro che rende l’acqua all’origine, buona e di grande qualità, imbevibile per il sapore di cloro.

Ma è bene sapere che, comunque, la peggiore delle nostre acque di rubinetto è sempre più sicura e migliore, di tutte le acque imbottigliate, di razza che ci propongono gli olimpionici di turno. Non lo dico a caso.In una recente indagine è emerso che il 47% degli intervistati da ARCO, in Abruzzo, dichiara di non bere abitualmente l’acqua del rubinetto, soprattutto  perché, genericamente, non si fida mentre il 90% di quelli che la beve la trova buona. Dunque sfatiamo le leggende metropolitane. Perché, allo stato attuale non sono preferibili le acque in bottiglia? Prima di tutto perché il giorno che si scopre dalle analisi che, per esempio, ad Aosta, una partita d’acqua è inquinata, quando arrivano gli ordini di sequestro e si cerca di rintracciarla, questa è già stata digerita. Poi basta leggere l’etichetta. Vi trovate scritto “da conservare in luogo fresco e al riparo dalla luce”. Cosa dobbiamo dire del modo come viaggiano le partite d’acqua e di come sono stivate nei supermercati e nelle nostre case. Che stanno al buio, come nelle tombe dei faraoni? E che quel fluido trasparente che noi chiamiamo acqua minerale è un alimento salubre quando invece sappiamo che è un “37 morto che parla” visto che è stato sterilizzato di tutte le sue proprietà batteriche positive e che al caldo e al sole potrebbe essere inquinato da rilasci di sostanze tossiche…un pochino tumorali? E come fidarsi delle date di scadenza, forse tutte superate, vista la scarsa affidabilità della conservazione? Tralasciamo i costi. In fondo sono mediamente solo… circa 250 euro l’anno per famiglia (sic!). Passiamo pure sopra alla fatica del trasporto ed alla pericolosità di quelle pile di confezioni nei punti vendita che pesano dai 9 ai 12 kg e che nessuno vorrebbe avere su un piede. Ma sapete quanti rifiuti comporta questo nostro vizietto cosi abilmente suggerito ed incentivato? La bellezza di  5 milioni di bottiglie in plastica all'anno da smaltire. Si, perché, detto per inciso, gli italiani sono i maggiori consumatori di acqua minerale al mondo, ovvero, dal loro punto di vista, un bel branco di gallinelle da spennare se si pensa che

nell'ultimo decennio la produzione nazionale di acque minerali è arrivata ad un giro d'affari totale di circa 4.500 miliardi di vecchie lire, l'anno.

Insomma “digiamogelo” i mezzobusti dello sport e qualche ahime! alpinista che fa le prediche sui ghiacciai invasi dalla plastica, forse sarebbe più coerente se prima di fare gli spot in televisione si preoccupasse si della plastica ma di quella sua… “facciale”  Così!… Per coerenza!

 
 

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