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>> R.C.Auto, rottamiamo anche l’assicurazione!
 

 

Dicono che dell’assicurazione sulle auto non ne vogliono piu sapere. Però, questo, ancora oggi, continua ad essere un mercato ricco e come dice il proverbio, quando è ricco mi ci ficco.

Cosi dicono e cosi fanno le compagnie di assicurazioni.

Ancora una volta, sulla scorta di esigenze particolari manifestate dalle compagnie e sull’onda delle proteste dei cittadini, arriva dal governo la decisione di mettere una toppa allo sbrindellato vestito che è la nostra legge sulle assicurazioni. E cosi oggi siamo alle prese con la solita “riformina” che ovviamente ha sollevato il solito vespaio.

Si voleva creare una nuova misura antitruffa e si è creato, a mio avviso, un incubatoio di truffe.

Se la nuova legge andrà in vigore, infatti, cosa che mi lascia molto scettico, gli automobilisti che non hanno mai fatto incidenti, si troveranno tutti alla stessa griglia di partenza e a dover pagare lo stesso premio ad Enna, nota città dal traffico vorticoso, e a Roma, metropoli modesta dove è noto che l’incolumità non è garantita nemmeno sul marciapiede rialzato.

In Abruzzo, per esempio, come nella maggior parte d’Italia, questo giocherello costerà agli automobilisti dal 10 alle 45% in piu. Con questi chiari di luna non è uno scherzo.

E allora, per chi, come me, è un malizioso di lunga data, viene il sospetto che l’immagine di candore che hanno le compagnie presso la moltitudine dei cittadini possa venire fortemente ombreggiato proprio in coloro che meno sono inclini a fare incidenti e a prendere multe visto che sparano le frecce piu degli indiani, danno la precedenza anche ai fiocchi di neve e stanno a distanza prudenziale di trenta metri anche dai cortei funebri.

Cittadini a cui per la prima volta nella vita potrebbe venire la tentazione di compensare l’aumento dei costi dei premi assicurativi con qualche falso incidente, organizzato, magari, con la complicità dell’amico carrozziere.

Però nel frattempo, che bel regalo per le compagnie e per gli abitanti di qualche città indisciplinata. Anzi mi dicono, ma è certamente una malignità, che a stilare il testo della legge sia stato un deputato di Napoli. Che genio! Ma attenzione, neanche qui la gente è fessa! La seconda perla che tentano di propinarci è infatti quella che il risarcimento avviene solo dietro presentazione della fattura del carrozziere.

Ergo, se al sottoscritto ammaccano la vecchia panda da combattimento e a me non va di farla riparare, forse, pensano loro, a me non daranno una lira. Ma che simpaticoni !

Ma scusate si parla di risarcimento di un danno fatto a me o dell’incremento occupazionale dei carrozzieri?

Non credo che questa legge passerà in questa formulazione. Ci sono di mezzo le ire dell’Ania, delle organizzazioni dei consumatori e gli sberleffi della stampa.

Ma perché allora fare brutte figure per non aver voluto ne saputo ascoltare nessuno ?

E poi, per cortesia questa non la chiamate riforma.

Perché le parole hanno un senso. Parliamo di riforma quando riformulerete la legge in modo tale che ognuno di noi paghi solo per i rischi d’incidente che corre davvero e che sono legati si all’ambiente e all’auto, ma soprattutto alla persona e limitatamente al periodo d’uso del veicolo. Insomma, come dire, non abbiamo bisogno di fantasia al potere.

Ci basterebbe un po’ più di sano, concreto buon senso, quello che solitamente si adopera quando si amministra il bilancio della nostra famiglia.

Ma che siano tutti orfani e single?

Franco Venni

 
 

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