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Al grido di “Me
ne frego!” che non era poi un verso del Cantico dei
Cantici, le compagnie assicuratrici rispondono alle
richieste di risarcimento avanzate dagli utenti in base
alle condanne inflitte loro da tutti i tribunali d’Italia,
di ogni ordine e grado.
Il tribunale ha
detto che si sono messe d’accordo per fare tutte lo
stesso prezzo e che gli utenti cosi non hanno potuto
beneficiare degli effetti calmieratori della concorrenza?
Carta straccia! Il coro è unanime “Noi non paghiamo
una lira!”
La cassazione, il
consiglio di stato, danno loro torto e l’Authority affibbia
una maxi multa miliardaria che non ha precedenti? “Ladri,
prevenuti, figli della cultura dei soviet!
Quanti grattacapi
povere sorelle! E pensare che se fosse per loro il settore
auto l’avrebbero mollato da un pezzo ! Gia! Infatti
è da tempo che continuano a piagnucolare che loro ci
rimettono!
Puo darsi. Peccato
che non la dicano tutta. E’ vero che il ramo dell’auto
non è fra i più polposi ma con l’obbligo che la legge
ci impone, diventa facile far clienti in questo settore.
Significa dotarsi di un parco buoi ….hem! scusate ,
volevo dire clienti, a cui poi possono offrire prodotti
ben più redditizi, ovviamente per loro, come il ramo
vita o prodotti per le aziende e adesso quella polpa
succosissima, da far leccare i baffi che è l’integrazione
sanitaria e previdenziale.
Scusate se sono
malizioso. Ma che differenza c’è tra l’entrare in un
supermercato che dichiara prezzi sottocosto e in un
agenzia di assicurazioni che offre la polizza auto,
come dite voi, sottocosto? L’obbiettivo è sempre lo
stesso. Vendere molto di più di quello che ognuno di
noi vorrebbe acquistare!
Ma forse una differenza
c’è. E’ che, voi amabili sorelle assicuratrici,
siete meno furbe di quanto volete apparire. Il vostro
interesse sarebbe farvi una concorrenza spietata sulle
polizze auto per attrarre il maggiore numero di clientela
possibile, esattamente come fa il negozio di scarpe
che al termine della giornata guarda l’incasso totale
e non quanto ci ha rimesso con l’offerta speciale.
Invece no! Voi,
astute come faine, abituate ad incassare stando sedute
e a pagare con l’artrosi nelle mani, avete pensato a
fare cartello. Mettiamoci d’accordo fra noi, niente
guerra, così possiamo guadagnare magari poco, ma anche
su questo e tutti !
Anche se le cifre
sono tutte dalla vostra parte per volumi di affari e
per utili, rispetto al mio amico commerciante, voi non
avete la cultura imprenditoriale che fortunatamente
ha lui. Vivete in un settore vecchio e privo di fantasia.
Siete troppo abituate alle posizioni di rendita che
anche l’arroganza del “ Ce ne freghiamo Non pagheremo
mai!” vi è naturale e vi stupite del nostro stupore
e della nostra indignazione. Vi sentite al di sopra
e al di fuori delle regole del mercato a cui sono obbligati
i comuni mortali! E quando vi prendono col dito nella
marmellata, vi stupite e diventate rancorose!
Eppure siete state,
fin dall’800, uno strumento d’avanguardia, una felice
intuizione dei tanti latifondisti toscani e piemontesi
che per mezzo vostro hanno dato spazio ad una industrializzazione
e ad una innovazione tecnologica per altri versi impensabile.
La vostra cultura
tecnica e d’impresa ci sono indispensabili e vogliamo
vedervi tornare a servire questo paese e l’Europa come
avete saputo fare in altri momenti della nostra storia.
Possibile che abbiate
paura di un mercato trasparente ed innovativo e di uno
sviluppo della libera concorrenza? Che brutta figura
state facendo, signore mie!
Ma non avete speranza
o vi tagliate da sole gli unghielli arpionati sul borsellino
e smetterete di ringhiare o a tagliarvi le unghie e
magari anche qualche dito ossuto di troppo ci penseranno
gli utenti, quelli del “parco buoi”, non da soli ovviamente,
ma in buona compagnia di interessi altrettanto forti
e consapevoli che la capacità concorrenziale del paese
Italia, passa anche attraverso la modernizzazione
di questo settore.
Allora pensateci
bene! Forse meglio amici che avversari. Anche se, con
l’adagio sempre stampato in fronte “ Dagli amici mi
guardi Iddio che…..”
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