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“Appoggiaciondolo”,
cosi potremmo chiamare il poggiatesta del sedile, formato
autobus, che non ti consente di addormentarti pena lo
sguardo bieco del vicino di sedile che non sopporta
l’idea del tuo dolce capino sulla sua spalla. Primo
perché non sei il suo tipo secondo perché, anche volendo,
non si può scansare.
Ma non è che l’ultima
facezia in tema di confort di autobus cosiddetti di
lunga percorrenza.
Se sei corto, ancora
te la cavi, se sei lungo rimpiangi la sega di Geppetto.
Il sedile davanti è sicuramente a portata di naso e
l’unica posizione consentita dalla distanza dei sedili
è quella dell’attenti, solo che è come se la facessi
in ginocchio.
Se poi ti capita
il posto accanto al finestrino son dolori. Quelli veri.
Quelli che si prendono accostandosi al vetro marmato
d’inverno. Un ottimo rimedio al ciondolamento da pennichella.
Avanti signori
autobus tuttoconfort. C’è la radio e la televisione.
O meglio ci sono degli schermi grigi in cui ti aspetti
solo che compaia la scritta “Chi l’ha visto?”
Dicono che la televisione quando il mezzo attraversa
le montagne si vede poco. Peccato che non lo accendano
neanche al mare. Eppure magari una cassetta non dico
sex perché ci sono sempre persone di fede e i bambini
che, si sa, certe cose le imparano in diretta, solo
negli scuolabus, ma almeno ci propinassero videocassette
turistiche, che so magari riferite alle bellezze naturali
e ai prodotti tipici almeno di quelli presenti nei comuni
della tratta percorsi dall’autobus. Invece niente. Al
massimo puoi leggere il giornale che nessuno ti ha regalato,
purchè rigorosamente in formato bonsai, se no leggi
solo la prima pagina. Perché ti voglio vedere a sfogliare
le altre. Come levarsi il cappotto.! Ergo, meglio sudare!
E se c’è un ritardo
cosa costerebbe comunicarlo per altoparlante ai poveri
passeggeri? Forse anche la voce dell’autista dovrebbe
essere pagata come un extra? Ci sono dei giorni e degli
orari che ci vuole piu a uscire dal casello che fare
l’autostrada. Lo sanno tutti e lo sanno in particolare
le aziende e gli autisti di quella tratta. Perché non
esternare l’esperienza magari in anticipo prevedendo,
fin da subito, degli orari di percorrenza diversi, sulla
stessa tratta e comunicarli al povero passeggero che,
magari, sarà pure un perdigiorno a tempo illimitato
ma che, invece, potrebbe anche essere uno che disgraziatamente
ha una coincidenza da rispettare o un appuntamento importante,
o persone da avvertire. Volendo strafare, sarebbe anche
carino magari sapere che tempo fa all’arrivo e avere
la possibilità di richiedere a qualcuno, in caso di
maltempo non previsto, di usarci la cortesia di venirci
a prendere.
Chiediamo troppo?
Forse si, ma se fossimo noi a dover accogliere una persona
che vorremmo tornasse a casa nostra, ci preoccuperemmo
per esempio di farla entrare in una casa fresca d’estate
e calda d’inverno. Si vede che alle aziende di trasporto
pensano che prima l’utente se ne va, meno puzza!
Una prova? Entrare in un autobus di lunga percorrenza,
magari al piano rialzato di Luglio in sosta infuocata
da alcune ore nel terminal o viceversa d’inverno senza
che sia stato attivato l’impianto di climatizzazione
non dico tanto, ma da almeno cinque minuti.
Un rimedio ci sarebbe
per far capire questo al personale di bordo. Obbligarlo
a non scendere quando apre le porte per i passeggeri.
Magari cosi anche il signor Mario autista, n. matricola
754, ridente nella foto del suo cartellino di riconoscimento…
che non porta, potrebbe farsi sul momento una fotografia
piu adeguata e piu somigliante a quella di uno di noi.
….Con tutto rispetto per le legittime rivendicazioni
sindacali, alle quali ci piacerebbe tanto accodarci!!!
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