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11/04/2005
Qualità della vita ? Elementare
Watson! Un esempio standard: abitare in una bella casa
di campagna o di montagna in mezzo al verde, al canto
degli uccellini!
Peccato che tanti bucolici ed idilliaci desideri si
trasformino in incubi per chi, in frazioni o piccoli
centri, ci abiti davvero.
Per carità! A volte stare al nord o al sud d'Italia,
fa la differenza
.ma la differenza fra i servizi
offerti nelle aree più densamente abitate rispetto
a quelli utilizzabili nelle aree interne, rimane quasi
sempre incomparabile.
Lo sanno per esempio i cittadini che risiedono abitualmente
in uno dei 48 comuni abruzzesi sotto i mille abitanti
o in una delle piccole e numerosissime frazioni dei
comuni collinari con poca attrazione turistica, magari
un po anziani o semplicemente senza patente.
Punti vendita antidiluviani nei quali, ad una scarsa
possibilità di scelta, si accompagna quasi sempre
una qualità dei prodotti e dei servizi offerti,
non sempre proporzionati al prezzo.
Trasporti pubblici "toppe e spifferi". Bus
d'epoca, che sarebbero impresentabili sulle linee più
redditizie e rifilati ai percorsi interni che
"tanto a loro gli va bene anche così"
E guai se te la fai sotto! Per prendere i pannoloni
della mutua, alla farmacia dell'ospedale più
vicino, bisogna organizzarsi una settimana prima perché,
ovviamente, quando tu hai il tempo libero per andarci,
lei "la signora farmacia" sta ostinatamente
chiusa.
Per non parlare di chi deve spedire una raccomandata,
riscuotere la pensione o spedire un pacco. La velocità
con la quale si chiudono gli sportelli delle poste nelle
aree interne ha raggiunto livelli da formula uno.
E la domenica che si fa ? Passeggiata al cimitero se
sei anziano e tanta tanta televisione da rincorbellire.
Se sei giovane, invece, e qualche ruota sotto il sedere
ce l'hai, sei fortunato perché, si sa, "la
morosa ha pur sempre le sue esigenze". Ma se ti
affidi alle ruote degli altri, ed è forse anche
per questo che sei ancora solo come un caino, c'è
solo da scegliere fra i bar della zona e la partitella
di calcio nel pomeriggio. Poi, magari, una bella sbronza
per dimenticare che gli ormoni continuano a girarti
a vuoto solo perché hai avuto la sfortuna di
essere un cittadino territorialmente emarginato.
Beh! Ma via! Ci sentiremo dire. Quante pretese; qui
siamo in campagna, mica a New York! Vero. Però,
magari, qualche impulso masochistico in meno e qualche
idea in più, ce la potremmo anche far venire.
Per esempio, adesso il sistema di trasporti pubblici
è pensato,
.quando c'è, solo per
studenti e pendolari.
E gli altri? Sono pochi, e radi, che si arrangino, dirà
qualcuno che conta e pensa solo, prima delle elezioni,
a come mantenersi la pagnotta!
E, perché non mettere in funzione come servizio
a richiesta, nelle piccole tratte interne, tutti quegli
scuolabus inutilizzati per l'90% del tempo ?
Quelli? Quelli sono pubblici, non si possono toccare
e poi chi li guida?
Beh! Potrebbero essere gli stessi autisti a fare un
servizio, se non qualcun altro a cui si darebbe una
opportunità in più di lavoro. Non è
una novità. Potrebbe essere lo stesso modo di
funzionare che utilizzano i medici quando si servono
delle strutture ospedaliere per le visite private!
Impossibile! Lei non conosce le leggi universali, europee,
nazionali, regionali, provinciali, comunali e di casa
mia. Alle due si stacca e si fa altro. Stipendio e pensione
al sicuro! Il "bussino" rimane li
E se non c'hai la macchina o la patente o il santo che
ti accompagna, fai all'antica e ..avviati! Che a piedi
ci vuole tempo.
Facciamo un altro esempio. Cosa impedisce di avere negozi
con un pò di prodotti in più, al prezzo
del supermercato di grido ? Forse due cose: il costo
del trasporto dei rifornimenti che si sa non è
indifferente e l'onere di una mano d'opera che non puo
essere sostenuta da un bacino di consumatori piccolo
e frammentato. Vero.
Ma a quanto ammontano i costi sociali degli spostamenti
nelle grandi aree commerciali in termini di inquinamento,
congestione di traffico, etc?
Forse meglio Maometto alla montagna che la montagna
a Maometto
Non sarebbe più utile che quei costi venissero
impegnati magari, si fa cosi per dire, nel sostenere
economicamente le aziende che volessero aprire punti
diffusi nelle aree interne, riducendo loro le spese
di trasporto, in cambio della garanzia di avere un paniere
di prodotti della grande distribuzione agli stessi prezzi
praticati nelle grandi strutture cittadine? Certo poi
liberi tutti di andare in città a godersi la
passeggiata nel centro commerciale, ma per la spesa
di tutti i giorni, perchè no?
E per il costo del personale, perchè non pensare
a impegnare giovani che vogliano essere imprenditori
di se stessi, attrezzando loro piccoli "centri
servizi polifunzionali", dei bazar a qualità
certificabile e controllata che gestiscano in convenzione,
dopo opportuna formazione, servizi diversi, come la
gestione di alcuni servizi postali, la distribuzione
alimentare, un punto internet, un presidio sanitario,
iniziative turistiche, animazioni culturali, e magari
un terminale per alcune pratiche comunali, etc.
Insomma piccole economie locali costruite su servizi
di qualità, diffusi sul territorio da mettere
in rete con il contributo pubblico e privato.
O, dobbiamo continuare solo a farci del male con i rancori
imbelli verso la costa ladrona!
Franco Venni
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