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Non ci voleva un genio per capire che
stringendo il cordone della borsa ai comuni, lo stato
li avrebbe spinti a cercare risorse ovunque, per mantenere
l'impegno a servizi decenti per i propri amministrati.
E l'avrebbe capito anche il mago di Vanna Marchi che
"ovunque" voleva dire che il patrimonio a
disposizione dei comuni era prima di tutto "gli
introiti" provenienti dalle concessioni edilizie.
E mentre la volpe immobiliare suggeriva di aumentare
la disponibilità delle nuove aree fabbricabili,
il gatto costruttore si divertiva a preparare progetti
e modellini di nuovi residence con tutti i nomi offerti
dall'enciclopedia botanica. Tanto gli appartamenti si
vendevano su carta e per la gioia di quelli del settore,
a prezzi gonfiati e senza controllo
.. che tanto
si sa il mattone, in momenti di crisi come questo, è
l'unica speranza per mettere in salvo la buonuscita.
Ma, galeotto fu anche il credito fondiario che, grazie
all'euro, è sceso stabilmente con bassi tassi
d'interesse ed è stato concesso praticamente
senza anticipi, anche se con indebitamenti che a volte
durano quanto un ergastolo.
E allora, si son detti alcuni, perchè tanti scrupoli
a voler tenere in conto nelle trattative il valore reale
della costruzione se poi in fondo per l'acquirente,
pagare la rata del mutuo è più conveniente
di una rata di affitto? Il ragionamento non faceva una
piega, tant'è che il fenomeno è sotto
gli occhi di tutti. I consumatori i conti se li sono
fatti non sul valore dell'immobile ma su quanto avrebbe
inciso la rata sul proprio stipendio. Brutta storia
che ha creato un mercato drogato e solo speculativo
ma forse bene hanno fatto comunque ad approfittarne
quelli che la casa se la sono fatta per abitarci.
Un po meno bene per chi ha pensato di farne un investimento
a breve e medio termine e oggi malissimo per chi ha
pensato d'indebitarsi costruendo o acquistando sulla
fiducia
che tanto si vende lo stesso!
Perché oggi quel verbo si coniuga al passato
e, a sentire chi se ne intende, soldi in giro ce ne
sono sempre meno tant'è che qualcuno meno avveduto
sta rimanendo con il cerino acceso in mano e l'ansiolitico,
sul comodino.
Purtroppo anche in questo settore le disgrazie non finiscono
mai e le banche sempre prodighe a rifilar fregature
ai propri clienti, cercano in tutti i modi di liberarsi
dei titoli del comparto immobiliare.
Deja vu! Somiglia tanto alla storia dei Bond argentini,
della Parmalat, e delle altre numerose facezie che sono
ancora li a far piangere lacrime e sangue tanti risparmiatori.
E se, come dice l'adagio, la storia che si ripete, spesso
si trasforma in farsa, speriamo che questa volta almeno
insegni che non basta tirar giù dal seggiolone
qualcuno che per eccesso di sicumera è volato
più su del nido del cuculo, ma che debba travolgere
la certezza di chi continua a pensare in tutte le sedi
imprenditoriali ed istituzionali che la trasparenza
delle informazioni e la correttezza dei comportamenti,
sono solo dei "lacci e laccioli".
Il problema riguarda l'intera filiera del comparto immobiliare
dove, purtroppo, "informazione trasparente e rispetto
dei consumatori" appartengono più alla trasmissione
di Renzo Arbore "Meno siamo e meglio è"
che non alla prassi ordinaria!
Gia perchè la filiera è lunga e riguarda
costruttori, banche, agenti immobiliari, società
immobiliari, camere di commercio, etc. Ognuno con le
sue piccoli e grandi responsabilità. Tutti, con
la mano sinistra sul cuore, a parlare di libera concorrenza,
di confronto libero sul mercato e tutti con la destra
arpionata al portafoglio, a gestirsi, in proprio e con
la scimitarra in mano, i luoghi oscuri di quel mercato,
dove ognuno conosce bene i propri anfratti e lì,
organizza al meglio, i propri agguati.
Ma davvero siamo tutti convinti che la vera concorrenza,
in un mercato trasparente e controllato, sia la chiave
antispeculativa per eccellenza?
Davvero tutti pensano, come noi pensiamo e affermiamo
continuamente, che l'impresa è un patrimonio
non solo di chi l'amministra ma dell'intera collettività?
Davvero è condivisa l'affermazione che i consumatori
sono attori protagonisti e non sudditi del mercato,
come si sente ormai dire da destra e da sinistra, ad
ogni taglio di nastro?
Allora, se siamo sinceri, oltre a far finta di mandare
nelle sacrosante galere i truffatori di turno, grandi
e piccoli che siano, proviamo a cambiare insieme qualche
regola ed a far fare ai rapporti fra imprese, istituzioni
e consumatori, qualche passo in avanti.
Ad esempio, nel settore immobiliare, proviamo a far
funzionare meglio due soggetti che ancora poco e male
dimostrano di saper funzionare.
Proviamo, sempre per esempio, a concordare e a certificare
un diverso "codice di qualità" delle
agenzie immobiliari che imponga loro la massima trasparenza
delle offerte di compravendita.
Ci piacerebbe poter contare di più su un servizio
certificato di consulenti "chiavi in mano",
in grado di dirci, senza trucchi e solo in base alle
nostre esigenze, il vestitino immobiliare che ci sta
meglio addosso.
In grado di parlarci senza reticenze della casa che
ci piace, con tutti i suoi pregi e difetti, del mutuo
migliore per noi con tutte le sue convenienze e i suoi
trabocchetti e soprattutto di tutti gli annessi
e
connessi!!.
Di questi professionisti, purché certificati
in modo serio, ne abbiamo bisogno e pagheremmo volentieri
la loro parcella perchè la certezza e la trasparenza
hanno costi veri sia mettendo in chiaro le mille insidie
di un contratto illeggibile, sia parlandoci in modo
comprensibile, certi che abbiamo capito bene. Una cosa
un pò diversa dal chiedere il pizzo solo per
averti messo in contatto con un proprietario e viceversa.
L'altro soggetto che vorremmo al nostro fianco in modo
completamente diverso sono le Camere di Commercio per
le quali mi aspetto ormai una puntata televisiva di
"Chi l'ha visto"
Già, infatti mi piacerebbe tanto capire se oggi
questi enti servono solo a mandar presidenti in vacanza
per il mondo a tagliar nastri con le segretarie di turno.
E, diciamocela tutta, nessuno soffrirebbe nemmeno, eccetto
qualche tipografia ben introdotta e qualche giornalista
"per la pagnotta", se la smettessero di foraggiare
ignobili, patinati fogliacci di propaganda, pieni di
foto tessera dei propri consiglieri che ti aspetti di
vederci accanto anche le impronte digitali.
Insomma per non ritornare al vecchio concetto di "Ente
Inutile" che ci pareva superato dalla riforma,
bisognerebbe che si dessero una mossa e diventassero
veri punti di osservazione e di confronto, fonti di
concertazione economica e di organizzazione condivisa
di regole fra imprenditori e consumatori, e, soprattutto,
svolgessero un reale ruolo di conciliazione in caso
di contenzioso.
Forse a quel punto anche le banche, istigate finora
a delinquere dall'assenza di reazioni adeguate dei loro
clienti che continuano
. "usi ad obbedir tacendo"
a non spostare i propri conti, "tanto sono tutte
uguali", capirebbero che istillando la sfiducia
nella concorrenza hanno soffocato
in questi anni, la vitalità stessa di quel mercato
che da solo potrebbe espellere i meno corretti evitando
quelle crisi d'immagine per l'intero comparto, sempre
più frequenti, che sole sembrano spaventarle
.
E , forse, anche noi a quel punto, torneremmo "a
riveder le stelle" e non solo quelle che ci verranno
dal "booom" della bomba
speculativa
!!
di Franco Venni
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