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>> 16/05/2005 - EDILIZIA - aiuto !!! la bomba ….speculativa !!!!
 

 

Non ci voleva un genio per capire che stringendo il cordone della borsa ai comuni, lo stato li avrebbe spinti a cercare risorse ovunque, per mantenere l'impegno a servizi decenti per i propri amministrati.
E l'avrebbe capito anche il mago di Vanna Marchi che "ovunque" voleva dire che il patrimonio a disposizione dei comuni era prima di tutto "gli introiti" provenienti dalle concessioni edilizie.
E mentre la volpe immobiliare suggeriva di aumentare la disponibilità delle nuove aree fabbricabili, il gatto costruttore si divertiva a preparare progetti e modellini di nuovi residence con tutti i nomi offerti dall'enciclopedia botanica. Tanto gli appartamenti si vendevano su carta e per la gioia di quelli del settore, a prezzi gonfiati e senza controllo….. che tanto si sa il mattone, in momenti di crisi come questo, è l'unica speranza per mettere in salvo la buonuscita.
Ma, galeotto fu anche il credito fondiario che, grazie all'euro, è sceso stabilmente con bassi tassi d'interesse ed è stato concesso praticamente senza anticipi, anche se con indebitamenti che a volte durano quanto un ergastolo.
E allora, si son detti alcuni, perchè tanti scrupoli a voler tenere in conto nelle trattative il valore reale della costruzione se poi in fondo per l'acquirente, pagare la rata del mutuo è più conveniente di una rata di affitto? Il ragionamento non faceva una piega, tant'è che il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. I consumatori i conti se li sono fatti non sul valore dell'immobile ma su quanto avrebbe inciso la rata sul proprio stipendio. Brutta storia che ha creato un mercato drogato e solo speculativo ma forse bene hanno fatto comunque ad approfittarne quelli che la casa se la sono fatta per abitarci.
Un po meno bene per chi ha pensato di farne un investimento a breve e medio termine e oggi malissimo per chi ha pensato d'indebitarsi costruendo o acquistando sulla fiducia …che tanto si vende lo stesso!
Perché oggi quel verbo si coniuga al passato e, a sentire chi se ne intende, soldi in giro ce ne sono sempre meno tant'è che qualcuno meno avveduto sta rimanendo con il cerino acceso in mano e l'ansiolitico, sul comodino.
Purtroppo anche in questo settore le disgrazie non finiscono mai e le banche sempre prodighe a rifilar fregature ai propri clienti, cercano in tutti i modi di liberarsi dei titoli del comparto immobiliare.
Deja vu! Somiglia tanto alla storia dei Bond argentini, della Parmalat, e delle altre numerose facezie che sono ancora li a far piangere lacrime e sangue tanti risparmiatori.
E se, come dice l'adagio, la storia che si ripete, spesso si trasforma in farsa, speriamo che questa volta almeno insegni che non basta tirar giù dal seggiolone qualcuno che per eccesso di sicumera è volato più su del nido del cuculo, ma che debba travolgere la certezza di chi continua a pensare in tutte le sedi imprenditoriali ed istituzionali che la trasparenza delle informazioni e la correttezza dei comportamenti, sono solo dei "lacci e laccioli".
Il problema riguarda l'intera filiera del comparto immobiliare dove, purtroppo, "informazione trasparente e rispetto dei consumatori" appartengono più alla trasmissione di Renzo Arbore "Meno siamo e meglio è" che non alla prassi ordinaria!
Gia perchè la filiera è lunga e riguarda costruttori, banche, agenti immobiliari, società immobiliari, camere di commercio, etc. Ognuno con le sue piccoli e grandi responsabilità. Tutti, con la mano sinistra sul cuore, a parlare di libera concorrenza, di confronto libero sul mercato e tutti con la destra arpionata al portafoglio, a gestirsi, in proprio e con la scimitarra in mano, i luoghi oscuri di quel mercato, dove ognuno conosce bene i propri anfratti e lì, organizza al meglio, i propri agguati.
Ma davvero siamo tutti convinti che la vera concorrenza, in un mercato trasparente e controllato, sia la chiave antispeculativa per eccellenza?
Davvero tutti pensano, come noi pensiamo e affermiamo continuamente, che l'impresa è un patrimonio non solo di chi l'amministra ma dell'intera collettività?
Davvero è condivisa l'affermazione che i consumatori sono attori protagonisti e non sudditi del mercato, come si sente ormai dire da destra e da sinistra, ad ogni taglio di nastro?
Allora, se siamo sinceri, oltre a far finta di mandare nelle sacrosante galere i truffatori di turno, grandi e piccoli che siano, proviamo a cambiare insieme qualche regola ed a far fare ai rapporti fra imprese, istituzioni e consumatori, qualche passo in avanti.
Ad esempio, nel settore immobiliare, proviamo a far funzionare meglio due soggetti che ancora poco e male dimostrano di saper funzionare.
Proviamo, sempre per esempio, a concordare e a certificare un diverso "codice di qualità" delle agenzie immobiliari che imponga loro la massima trasparenza delle offerte di compravendita.
Ci piacerebbe poter contare di più su un servizio certificato di consulenti "chiavi in mano", in grado di dirci, senza trucchi e solo in base alle nostre esigenze, il vestitino immobiliare che ci sta meglio addosso.
In grado di parlarci senza reticenze della casa che ci piace, con tutti i suoi pregi e difetti, del mutuo migliore per noi con tutte le sue convenienze e i suoi trabocchetti e soprattutto di tutti gli annessi…e connessi!!.
Di questi professionisti, purché certificati in modo serio, ne abbiamo bisogno e pagheremmo volentieri la loro parcella perchè la certezza e la trasparenza hanno costi veri sia mettendo in chiaro le mille insidie di un contratto illeggibile, sia parlandoci in modo comprensibile, certi che abbiamo capito bene. Una cosa un pò diversa dal chiedere il pizzo solo per averti messo in contatto con un proprietario e viceversa.
L'altro soggetto che vorremmo al nostro fianco in modo completamente diverso sono le Camere di Commercio per le quali mi aspetto ormai una puntata televisiva di "Chi l'ha visto"
Già, infatti mi piacerebbe tanto capire se oggi questi enti servono solo a mandar presidenti in vacanza per il mondo a tagliar nastri con le segretarie di turno.
E, diciamocela tutta, nessuno soffrirebbe nemmeno, eccetto qualche tipografia ben introdotta e qualche giornalista "per la pagnotta", se la smettessero di foraggiare ignobili, patinati fogliacci di propaganda, pieni di foto tessera dei propri consiglieri che ti aspetti di vederci accanto anche le impronte digitali.
Insomma per non ritornare al vecchio concetto di "Ente Inutile" che ci pareva superato dalla riforma, bisognerebbe che si dessero una mossa e diventassero veri punti di osservazione e di confronto, fonti di concertazione economica e di organizzazione condivisa di regole fra imprenditori e consumatori, e, soprattutto, svolgessero un reale ruolo di conciliazione in caso di contenzioso.
Forse a quel punto anche le banche, istigate finora a delinquere dall'assenza di reazioni adeguate dei loro clienti che continuano…. "usi ad obbedir tacendo" a non spostare i propri conti, "tanto sono tutte uguali", capirebbero che istillando la sfiducia nella concorrenza hanno soffocato
in questi anni, la vitalità stessa di quel mercato che da solo potrebbe espellere i meno corretti evitando quelle crisi d'immagine per l'intero comparto, sempre più frequenti, che sole sembrano spaventarle .
E , forse, anche noi a quel punto, torneremmo "a riveder le stelle" e non solo quelle che ci verranno dal "booom" della bomba…… speculativa !!

di Franco Venni

 
 

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