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>> GRAVE DISSERVIZO FS NELLA STAZIONE DI PESCARA
 
22 Ottobre 2002

E' successo a Pescara ma in quante altre stazioni succede la stessa cosa?
Alla stazione centrale di Pescara i viaggiatori sono stati lasciati a piedi il giorno 19 Ottobre, alle ore 20.22, per mancata coincidenza di due minuti con l'ultimo treno della sera, nella tratta del trasporto regionale, Chieti-Pescara Pescara-Giulianova. Niente prosecuzione con altro mezzo, niente rimborso del biglietto per il disservizio e i danni procurati.

Eppure la carta dei servizi di Trenitalia parla chiaro "l'organizzazione del proseguimento del viaggio, nei modi e nei tempi possibili, garantendo in caso di rinuncia del cliente, il rimborso integrale del biglietto".

Ma, mentre nell'articolo si legge di seguito un dettaglio accurato di quello che succederà se a causare i problemi saranno treni di percorrenza nazionale ed internazionale, niente si dice sui treni a percorrenza regionale. I cosiddetti treni locali, quelli insomma frequentati dalla grande maggioranza di pendolari.

Dimenticanza o menefreghismo? Tanto si sa che alternative su rotaia non ce ne sono e quindi o ci va bene così , o ci va bene così. Ne è stato perfettamente consapevole quel funzionario pagato appositamente per risolvere questi casi di disservizio che si sarebbe rifiutato d'intervenire usando quelle magiche paroline che come diceva Don Milani sono l'esatto contrario del termine "mi interessa".

Sentirselo dire come motto di vita nel ventennio, può essere stato anche un vezzo sfortunato per chi poi ha fatto una brutta fine, ma usarlo in queste circostanze ci sembra effettivamente un po' troppo e bene ha fatto sia il cliente offeso sia l'ARCO consumatori a protestare vivacemente presso le autorità competenti, stigmatizzando l'episodio.

Tra l'altro non vorremmo infierire, ma da un'azienda che è a continuo rischio di incidenti anche gravi, e guarda caso, l'ultimo è proprio di queste ore a Firenze, ci aspetteremmo che in assenza di una certo non eccessiva efficienza ci fosse almeno un po' di educazione e di rispetto per i disagi non voluti, causati ai propri clienti.

Allora, tanto per non sbagliare viene voglia di chiedersi se ci saranno delle scuse, almeno dei richiami al personale poco efficiente e sensibile e cosa più importante se si provvederà a dare corpo serio alla carta dei servizi del trasporto ferroviario regionale, concepita oggi più sulle esigenze di una cattiva organizzazione interna aziendale che non sull'interesse degli utenti.

O dobbiamo tornare alla sana diligenza?

Franco Venni

 
 

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