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>> FUMI ? AL ROGO!
 

 

Meglio dirlo subito. Io non fumo da un pezzo. Molti anni fa, trovandomi davanti ad uno specchio, mi sono visto “appeso” ad una sigaretta. E per niente entusiasta della foto, ho deciso che venivo meglio senza il candelotto di nicotina in bocca. Allora ho deciso di smettere, con buona pace per H. Bogart!. Non è stata una cosa difficile. Per molto tempo ci sono riuscito anche due volte al giorno. Poi, come avviene quando, dopo il tempo brutto, le onde smettono di andare in su e in giù, la nostalgia della sigaretta si è spenta. A niente sono valse le sollecitazioni di un buon caffè, di un dopo nuotata al mare, di un dopo cenetta intima o del dopo quello che succede dopo una buona cenetta intima!  Insomma niente di niente. Al punto che piano piano l’odore della sigaretta ha cominciato a diventare una antipatica forma di allergia psicologica al fumo e a tutti quegli encefalitici,  che imperterriti, pretendono, ancora oggi di rifilarmi una bella inalazione di nicotina gratis. E allora ben venga Sirchia e la sua legge antifumo. Naturalmente far fumare la gente solo all’aria e in presenza di vento naturale o artificiale, non è proprio come invitarli a prendere il gelato.

Le grandi multinazionali del tabacco si sono da anni scatenate fino a diventare patetiche. Hanno arruolato mezze penne per mettere in berlina la scienza, negando persino l’evidenza. Su Internet ci sono ancora scritti un po maleodoranti nei quali si dichiara che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non solo il fumo passivo non fa male ma addirittura “ha una funzione protettiva perché”, come sostiene anche una nota marca di lassativi,” stimola le difese naturali dell’organismo” E poi dagli al Veronesi “difensore della scienza rottame, intellettualmente disonesto che tuona che il fumo passivo fa male e che  come oncologo dovrebbe vergognarsi delle cose che dice, lui un bugiardo motivato dalla politica anziché da scienza”. 

E va bene, a sinistra ci sono abituati. Ma purtroppo per le multinazionali, la scienza in questo caso non ha avuto colore. E cosi accade che Sirchia, ministro di una coalizione di destra, dica e faccia le stesse cose. Se la sono presa a male in tanti. Tutti preoccupati della nostra salute. Tabaccai, esercenti di pubblici esercizi, etc. Prima la legge sembrava un po ambigua. Parlava di divieto nei locali pubblici. E allora fiumi di parole fuori e dentro i tribunali per dirci che una cosa sono i locali pubblici , un’altra quelli aperti al pubblico.

Oggi pare che i dubbi siano sciolti se è vero che la legge prescrive il divieto ovunque con la sola eccezione dei locali privati non aperti al pubblico o agli utenti e di quelli riservati espressamente ai fumatori. Speriamo solo che una volta fatta chiarezza sulla questione principale e cioè che chi non vuole fumare è quello normale e ha diritto a non farsi affumicare, sia rispettato il principio che chi vuole fumare ha anche lui, con le dovute precauzioni, il diritto a farlo. Speriamo invece che non ci si avviti in una spirale d’intolleranza altrettanto inaccettabile verso coloro che fumano. E’ notizia di Lunedì 14 Aprile scorso di un buttafuori ucciso, in un bar di Manahattan per aver tentato di far rispettare le leggi antifumo. Immagino cosa potrebbe succedere anche da noi,in qualche caserma o anche in qualche bar di periferia turbolenta.

Insomma viva un po di tolleranza, anche perché mi viene la tristezza a pensare di entrare in un bar con il ghetto per fumatori, in cui si prende l’aperitivo brindando da lontano. Comunque una cosa, signori fumatori, ve la dovreste risparmiare Potreste esimervi dal chiederci al ristorante o in ufficio “Posso fumare?“. Perché, come vi dobbiamo rispondere? Da educati e un po timidi “Si, ma le pare!” con l’occhio rivolto al soprammobile pesante appeso sopra la vostra testa o in modo sincero ma che vi sembrerà sgarbato e intollerante del tipo “ No, è meglio che si vada a suicidare da un'altra parte!” Eppure, pur con tutte le ragioni della medicina, una fumatina senza vizio, non era  mica tanto male!

E se avesse ragione Woodie Allen? A smettere di fumare ci si guadagna di sicuro un bel pò di giorni di vita. Ma se poi piove? 

Franco Venni

 
 

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