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>> 20/01/2005 -Divieto di fumare ma con qualche soffio di buon senso in più' !
 

 

Non c'è peggior nemico del negro ….del bianco povero! Cosi recitava una ballata americana in periodi di guerre razziali. A sentire i segnali di guerra dei giorni precedenti l'entrata in vigore della legge, oggi potremmo mutuarla con un "non c'è peggior nemico del fumatore degli ex fumatori".
Ma, pur appartenendo a questa ultima categoria, non mi sento di fare roghi di sigarette per strada come qualcuno ci ha proposto in questi giorni per aizzare la folla e farsi pubblicità.
E sentendo le cronache senza incidenti di rilievo, mi sento confortato perché, almeno questa volta, pare che gli imbecilli siano in forte minoranza. Comunque, bravo Sirchia e vai avanti!
Ma una osservazione te la farei. O sono strabico io o a questa legge, dei fumatori non gliene importa niente. Brutto difetto perché proprio tu hai fatto fare alla nostra legislazione il passo di non ritorno: quello di definire il fumo una patologia e non solo un fenomeno di costume Come dire, trasferire Humphrey Bogart dal set di Casablanca ad un centro di recupero per tossici..Coerenza avrebbe voluto infatti, che da questa affermazione ci fossero state alcune conseguenze che traduco in provocazioni come per esempio, l'offerta di cerotti antifumo a prezzi scontati e una bella campagna pubblicitaria per il loro uso. O forse, chissà, magari anche l'obbligo di ricetta medica per ogni pacchetto di sigarette, ovviamente comprato in farmacia!! E poi, ritornando sull'immediatamente possibile, mi sarei aspettato di vedere il divieto di vendere sigarette ai minori. E via di questo passo. Ma cosi non è, o per lo meno non lo è ancora. Come mai? Problema di gradualità o problema di bilancio dello stato e di potenziali grane occupazionali con i lavoratori di quell'azienda del monopolio che, a dispetto di tutti e di tutto, continua a tirar su quattrini dai polmoni dei fumatori? Gia perché se per una ipotesi tutti smettessero di fumare chi gliela racconta al ministro dell'economia, che intasca tanti soldini dal monopolio tabacchi, che il problema per lo stato è solo quello della salute dei cittadini? A meno che, malizia permettendo, la preoccupazione da cui ci si è mossi è che, fatti tutti i calcoli, costa di più curare un tumore, dell'introito delle sigarette di quell'individuo. Ma è solo una cinica cattiveria che spero non sia vera. Comunque, se siamo davanti, come correttamente è stato definito, ad una patologia da curare, perché non intervenire anche sulla censura dei comportamenti degli "opinion leader" di strada, di quelli che "…se lo fa lui allora lo posso fare anch'io"? Sai bene che non mi riferisco agli attori degli anni cinquanta ma a tutti quelli che durante l'esercizio delle loro pubbliche funzioni continuano a fumare e a farsi vedere fumare. Si, perchè forse non basta fumare all'aperto per salvarsi la coscienza e prevenire nuovi ingressi nel mondo dei fumatori soprattutto da parte dei giovani. Che penserà infatti, il minorenne vedendo il proprio insegnante che tira avidamente la sua boccata a cavallo della porta del giardino della scuola o che vede fumare il carabiniere in divisa, il medico in camice bianco, il giudice o il politico nell'intervallo delle loro attività ma con la funzione autorevole che svolgono impressa nei simboli della loro divisa? Si farà impressionare di più dalle scritte macabre delle raccomandazioni sui pacchetti di sigarette o sarà più sensibile all'esempio e all'emulazione di alcuni detentori della conoscenza e del potere ? Come vedi, dipende tutto, dall'affermazione che il fumo è una patologia. E se cosi è, ed io ne sono totalmente convinto, allora ne consegue che i fumatori, devono essere curati con impegno da parte dello stato perchè non si ammalino di tumore. L'importante è dunque avere chiaro l'obbiettivo. Se è prevenzione e cura occorre coinvolgimento e informazione. Con un pizzico di repressione graduale. Un pizzico. Non l'intolleranza, soprattutto da parte di chi ha la coscienza sporca come lo stato italiano. Ci mancherebbe altro che qualcuno pensasse a forme di proibizionismo del tipo america anni '20 o alla stessa inconcludente maniera repressiva con la quale oggi si proibisce l'uso della droga che, come è noto, oltre ad aumentare il numero dei drogati, ha fatto fare un bel po di quattrini a un sacco di gente, dagli spacciatori …..ai riabilitatori.
L'intolleranza è figlia della paura. Sempre. Sia quando era nei comportamenti indifferenti di chi soffiava fumo sui bambini, sia di chi, adesso, non riesce a vivere con comprensione e gradualità il problema di tutti quelli che, della nicotina, per il suo grado di tossicodipendenza, hanno bisogno e lo avrànno ancora forse per sempre. I dati scientifici e inoppugnabili delle sue conseguenze cancerogene sono ormai presenti nella consapevolezza di tutti. Anche nella loro. Che il buon senso ci aiuti, senza…sceriffi!

Franco Venni

 
 

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