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Avanti tutta! Ha
gridato il ministro. Da oggi come al supermercato. Solo
che i punti non ti servono per vincere il solito porta
euro di plastica ma sono il patrimonio indispensabile
alla validità della tua patente e quindi per i più che
vivono con la macchina appresso,della loro sopravvivenza
lavorativa.
La tua capacità
di guida secondo le norme del codice della strada, che
vuol dire sicurezza per te e per gli altri , vale venti
punti. Ogni infrazione te ne leva qualcuno. Quando non
ne hai piu ritorni a scuola. Gia a scuola guida! Ma
che furbacchioni !Suvvia, un po di pudore!
Perché, qualcuno
ci vorrebbe dire che nelle nostre scuole guida s’impara
a guidare?
S’impara cioè ad
andare a 130 all’ora in autostrada, a guidare con condizioni
di tempo avverse?
Si diventa abili
di notte, a non farsi abbagliare, a frenare con tempestività,
quando un tir con l’autista un po stanco ti taglia la
strada con un sorpasso improvviso, o quando mentre stai
sorpassando, l’imbecille di turno ti accelera per chiuderti
il rientro? Questo s’impara?
Eppure è questo
che occorrerebbe che c’insegnassero. Altro che la guida
intorno al palazzo, di giorno e con poco traffico. Questo
dovrebbero fare e non fanno, troppo presi a far quattrini
sulle dispense e ad insegnare ancora “l’albero a camme”
in una era geologica diversa da quella del meccanico
fai da te, nella quale la maggior parte della gente
non apre nemmeno piu il cofano per controllare l’olio
e dove in caso di guasto, il computer di bordo ti comunica
con la sua vocina fessa,, magari con ricerca satellitare,
il numero di telefono del carro attrezzi più vicino
e ti fa gli auguri per il tuo conto in banca.
Quindi se ti beccano
col cellulare all’orecchio, e magari a 165 sull’autostrada,
e i tuoi punti si perdono come l’acqua nei tubi del
comune, tu cosa devi fare? Elementare Watson!
Paghi un pirla
che ti insegna daccapo l’albero a camme! Sempre meglio
sapere che le “camme” non sono frutti esotici,
ma, scusate, con l’eccesso di velocità che c’entra?
O forse c’entra,
eccome,visto che ogni corso di aggiornamento sull’albero
a camme costa non meno di 500 euro e che se paghi ….anticipato
hai più probabilità di fare presto e bene, nel senso
di riavere il prezioso documento, come l’ italiana
prassi, da sempre ci insegna.
Ci dirà qualcuno,
con accento svedese, che questa è una modalità europea
e che l’Italia semplicemente si adegua. E allora ben
venga l’adeguamento e l’adeguatore. Ma perché non diventa
un pò più nordico e non si adegua anche il legislatore
ed il ministro di turno, o meglio i ministri di turno,
e ci dicono cosa dobbiamo, certamente, fare, in date
certe e con modalità certe?
Per esempio quando
entra in vigore in tutti i suoi effetti questa legge?
Domani, tra un mese, ieri? Possiamo prendere sul serio
chi si comporta come se fosse un attore di cabaret?
Quei vigili che,
credendo nelle leggi come alle tavole di Mosè, hanno
cominciato a togliere punti ai cittadini meglio di un
chirurgo in sala operatoria, e che si sono sentiti dire
da un loro ministro “Contrordine compagni, abbiamo scherzato!
I punti si tolgono a tra un mese, anzi meglio, a Settembre”,
con che spirito applicheranno le leggi che servono a
tutti noi? Con convinzione o con la riserva mentale
che tutto, dopo i furori del primo mese, finirà come
sempre a tarallucci e vino, come nei migliori film del
mitico Albertone?
E infine un pensiero
mi tormenta. Perché della stessa cosa se ne devono occupare
due ministri, diversi, e in contrasto fra loro? Chi
è che conta? Finora abbiamo visto in azione il
“brutto” e il “cattivo” e la parte del “buono” chi la
farà? Io lo so, ma non me lo chiedete. Non ve lo dirò
neanche se mi scuoiate, anche perché anch’io….”tengo
famiglia”!
Franco Venni
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