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>> Prezzi sulle spiagge ovvero bagnanti attenti ai pescecani
 

9 ago 2004

Prezzi alle stelle ovunque. Va bene che c'è la crisi, ma se in costume sul mare, ti vien voglia di un caffè e ti secca girare per il paese in mutande, (non fa troppo "harward"), in cerca di un bar normale, che fai? O ti rivesti o soccombi e te lo vai a prendere per forza ad uno dei tanti bar fronte spiaggia, dove i pescecani invece che in mare li trovi dietro il bancone..

Confronti alla mano, una pizzetta bianca fino a 3.000 delle vecchie lire, un caffè anche 1.800, una bottiglietta d'acqua da mezzo litro fino a 3.600 sempre delle vecchie lire.
Qualcuno di quelli che difendono l'argenteria, ha detto che li calunnio, poverini! In fondo c'è anche chi la stessa bottiglietta te la fa pagare "solo" 2.000 lire. E volete fare il confronto con quello che succede in altre parti d'Italia?
Sapete quanto costa a Lignano Sabbiadoro un bicchiere d'acqua in un bar qualsiasi?
Un euro, dicesi duemila delle vecchie lire. Considerando la ristrettezza del bicchiere è come dire quattro mila lire a bottiglietta. Ho voluto parlare in lire per fare un bagno di realtà. Si, perché in euro la fregatura sembra meno ruvida. Dicono con un zaffata di sufficienza, che sempre di piu i
cittadini si portino da casa la roba del supermercato,Ci credo. Dicono anche che molti stabilimenti dovranno chiudere perchè non ce la fanno.
Attenti, qualche volta le risate vi possono anche uccidere!
Gia da tempo è cominciato il piagnucolio sugli aumenti, (proporzionalmente irrisori per i tipi di bilanci di lor signori, digiamocelo!) dei cosiddetti canoni delle concessioni balneari che gli stabilimenti devono pagare allo stato per lucrare privatamente di un patrimonio naturale di tutti come le nostre spiagge. Peccato che sia la solita recita estiva "per non pagar gabella".
Volete toccar con mano? Vi consiglio un esperimento. Provate a far finta di voler acquistare uno di questi stabilimenti che non ce la fanno più.
Quattro mattoni messi su un terreno, neanche proprio e un avviamento commerciale, a sentire i pianti, prossimo allo zero, non dovrebbero costare più di qualche decina di milioni delle vecchie lire. Elementare Watson!
Provate allora, viste le premesse, ad offrire a uno qualunque di questi "tipi da spiaggia" quello che sembrerebbe il giusto. Attenzione, potreste farvi male.
Consiglio di mettere prima in preallarme i carabinieri, potreste trovare tipi violenti e permalosi.
Loro per meno di 500.000 euro non si siedono nemmeno per il caffè.
Ma non andavano male gli affari? Si, ma ... e allora vi sveleranno qualche cifra vera e irripetibile per le orecchie della finanza. E magari vi diranno pure che con due mesi di attività, loro, levate le spese di tutta la famiglia per tutto l'anno, mettono pure da parte il gruzzoletto, e che in realtà piangono solo perché vedono che qualche anno il gruzzoletto si rimpingua meno dell'anno precedente.
Dicono che anche le presenze sono diminuite. Ci credo! Questa estate, leggere il giornale all'ombra, sulla spiaggia costa da cinquecento a settecento mila lire. Questo o chiodi ! Non è un modo di dire tant'è che sulle spiagge libere, ovvero "l'alternativa", di chiodi lunghi così ne puoi trovare tanti da
farci una falegnameria. Quasi come le siringhe sufficienti per un esercito di tossici.
A me piace invece pensare che per l'anno prossimo qualche alternativa si possa mettere in piedi. Per esempio i comuni potrebbero investire su alcune spiagge libere rimaste, una parte dei canoni riscossi dai balneatori per dotarle di servizi igienici, di salvamento e di pulizia a costo zero per l'utente. A questo si potrebbero aggiungere altri servizi a prezzi concordati prima della stagione, come il noleggio di ombrelloni e sdraio, il servizio ristoro etc., da far gestire a giovani opportunamente professionalizzati.
Una iniziativa che potrà far montare a qualcuno la bile come. Panna montata, ma che sarà il toccasana per il fegato di tanti di noi. Non male. In fondo come diceva l'antico adagio, "poggio e buca, fanno .. un piano"

Franco Venni

 

 
 

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