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>> BLOCCO DEI PREZZI E DELLE TARIFFE: UN PO' DI DEMAGOGIA PER FARE AUDIENCE
 

08 set 2002

Il 12 settembre, sciopero dei consumatori
Parola d'ordine: Oggi niente spesa
Mi sembra di sentirli i commercianti " Pazienza ne faranno di più l'11 o il 13".
Ma non basta. C'è anche un annuncio epocale: Prezzi e tariffe bloccate fino a Dicembre.

Nessuno fra gli assicuratori o i commercianti piange piu di tanto. I piu furbi gli aumenti l'avevano gia messi in atto e per gli altri non c'è problema. Tanto i consumatori pagheranno dopo, ovviamente con gli interessi.

L'ingenuità e la demagogia di queste iniziative solo dimostrative e ininfluenti sul bilancio annuale vero delle famiglie italiane diventa plateale con l'assenza di una qualsiasi strategia che incida sui meccanismi del mercato e che ci faranno trovare allo stesso punto,fra qualche mese.

Se il mercato è oligopolista e cioè dominato da pochi gruppi che hanno fatto cartello, non potremo pensare di bloccare semplicemente le tariffe assicurative: Occorre rendere efficaci nel mercato le armi dei consumatori, la presenza di più aziende in concorrenza vera fra di loro, regole certe di trasparenza governate da un sistema di controlli pubblici affidabili ed imparziali ed una informazione che consenta una scelta consapevole fra le offerte del mercato.

Le scelte sono urgenti. I prezzi sono aumentati prima in modo strisciante, per la inesperienza dei consumatori nel pensare in euro e non piu in lire, poi sempre piu in modo evidente anche per la crisi internazionale ed in contrasto con tutti i dati rassicuranti di Sua Santità l'Istat. Negare l'evidenza ci irrita molto di piu che ammetterla senza riserve. Qualcuno pensava di collocare l'Istat fra gli enti inutili, forse bisogna fare almeno in modo che non sia ascrivibile agli enti pericolosi.

Rimane però il fatto che i consumatori non possono intavolare una trattativa seria con il governo e le imprese avendo il retropensiero che i prezzi siano una variabile indipendente. Viviamo in un mercato europeo libero, dove gli unici interventi positivi per i consumatori devono essere indirizzati a incentivare ed a rendere piu trasparente la libera concorrenza. Il mercato è un'arena dove decisori di spesa ed imprese si confrontano, ma tutto dipende da un livello qualitativo d'informazione in grado di supportare scelte sempre piu consapevoli negli acquisti.

Questo è lo scenario e queste sono le regole del gioco e guai a perdere di vista che le grandi aziende sono quotate in borsa e affidate alla appetibilità delle proprie azioni in un mercato mondiale dove il valore di una attività economica sta oltre che nell'abilità dei propri dirigenti anche nella certezza di regole di mercato stabili e garantite

Sarà possibile prima o poi ragionare in termini non più vetero sindacali per cui tutto si risolve con gli scioperi e non con proposte alternative? A quando un contributo piu maturo delle associazioni dei consumatori che non sia al rimorchio di altri interessi e di altre prassi , sindacali o partitiche?
Allora scioperiamo? Forse. Io continuo a pensare però che invece di attuare uno sciopero della spesa generico ed inconcludente, dovremmo forse boicottare sostanziosamente quelle aziende che dimostrino di non volere accettare in pieno le regole della democrazia del mercato. La si devono concentrare i nostri sforzi. Essere consumatori sempre più consapevoli e selettivi è il vero bastone che può fare paura e indurre tutti a più miti consigli. Oltretutto è l'unico modo di valutare con oggettività e trasparenza, l'efficacia della protesta

Il resto, ….rispetto parlando, mi pare solo teatrino nel quale non ho parti da rivendicare e non mi diverte. Come dire… deja vu.

Franco Venni

 
 

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