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>> Sciopero dei consumatori…."ma de che"?
 

Luglio 2002

Aumento del 9,5%. dei generi alimentari dopo l’introduzione dell’euro, 40 % dell’abbigliamento. Non lo dico io lo dice la Nielsen, prestigiosa struttura di ricerca internazionale, L’Istat si scandalizza e tuona un autorevole “ non è vero va tutto bene madama la Marchesa!” In buona compagnia, per la verità. Ministri e professori si esercitano nei salotti buoni della nostra stampa a sostenere che il cambio moneta è stato solo un effetto contabile come scambiarsi le figurine della Panini. Sarà ma quando all’università o in una qualsiasi azienda privata di marketing si cercavano i dati per qualsiasi ricerca socioeconomica se gli portavi i dati dell’istat o del ministero, ti guardavano come un mentecatto meritevole delle peggiori punizioni corporali. Poi c’è stata la riforma dell’Ente e mi hanno assicurato che le cose sono cambiate.

Infatti. Per sapere se ha ragione l’Istat o la Nielsen basta andare al bar e chiedere un caffè. Nel mio, frequentatissimo, fino a due mesi prima del cambio moneta, il caffè costava 1000 lire, poi con un pò d’imbarazzo è stato portato a 1200. Con l’euro adesso costa tranquillamente quello che è stato suggerito dalla Confcommercio, 0.70 euro cioè circa 1400 delle vecchie lire. Ho citato un esempio, ne potrei fare altri 100. Perché non fosse successo nulla, invocando la legge statistica dei due polli, sarebbe stato necessario dimostrare diminuzioni sostanziose in altri generi di prima necessità. Si accettano scommesse! Neanche “Chi l’ha visto” ci riuscirebbe.

Ecco perché credo alla Nielsen. Ma alcune associazioni di consumatori hanno indetto lo sciopero dei consumatori. Bella idea. Decorativa. Notizia golosa per i giornalisti. Un pò più imbarazzante per i risultati che otterrà. Zero su zero diceva mio padre e con la figura di chiacchieroni insignificanti per le associazioni dei consumatori.

Diffido delle armi scariche. E’ come far vedere una scacciacani a chi ha in mano una pistola vera. Sei morto sicuro. Meglio un sano bastone che forse “meno male” potrà fare ma che quel “meno male” lo puo fare davvero. Gli scioperi dei consumatori sono una cosa seria. Lo sono stati in tutto il mondo. E quando avvengono fanno male. Ma occorre un obbiettivo, una strategia, una certezza di avere almeno un primo risultato per poi conquistarne degli altri.

Si chiamano boicottaggi, sono in genere finalizzati ad un prodotto o a una marca di prodotti, durano per un periodo definito. Indicano cioè una azione specifica di ciascun consumatore per raggiungere un obbiettivo possibile. Il boicottaggio di alcuni detersivi delle consumatrici svizzere abitanti sul Lago Lemano, la sospensione dell’acquisto di alcuni antireumatici sotto accusa di nocività, il boicottaggio di un noto pollo pseudo tedesco risultato un pulcino di 40 giorni etc.

Sciopero dei consumatori …" ma de che"?

Franco Venni

 
 

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