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Sono momenti difficili.
Anche per scrivere di consumi mentre. La televisione
mostra i morti in battaglia che vengono presentati come
le coppe del campionato di serie A. Siamo in un periodo
nel quale riusciamo a definire intelligenti persino
le bombe, vista la qualità della massa cerebrale di
chi le tira. E non solo di chi le tira. Spesso anche
di chi ne parla come se si giocasse a Risiko o di chi
le presenta in televisione fra un imbecille che invita
la compagna a stirargli la camicia e un altro cretino
che fa le capriole per entrare in una macchina enfant
terribile. Purtroppo quello che emerge sempre di piu
è una tecnologia che si fa sempre piu potente ed indispensabile
ma al cui comando ci sono solo degli umani troppo inadeguati
rispetto ai loro poteri . Non parlo solo di bombe atomiche.
Torniamo terra terra. Basta provare a chiedere alla
Telecom un contratto di Alice. Si, quella cosa strana
che non impegna il telefono e dovrebbe farti fare Internet
a passo di carica. Succede che tu fai l’ordine utilizzando
il sito Internet e riempi un sacco di caselle dove ti
chiedono di tutto, anche della zia Matilda di cui manco
ti ricordavi più. Poi dopo aver fatto il tuo bravo compitino,
ti accasci soddisfatto in poltrona pensando che devi
solo aspettare che Alice ti venga a trovare a casa.
E quando dopo alcune settimane e cinque telefonate al
187 si presenta a casa tua il giovin barbuto a
smucinare nel tuo computer scopri che gli manca un pezzo.
E allora comincia la giostra. E la prima cosa che succede
sono le telefonate fra il tecnico e i suoi capi. Fra
te e il 187. Fra il tecnico i suoi capi e il 187. E
mentre tutto si confonde come in quei mirabili film
di Toto, tu pensi che una volta passato il calvario
del disguido, finalmente potrai stare su internet e
fare posta elettronica ogni volta che vorrai a prezzo
certo e garantito. E non sai poveretto che la
strada è ancora lunga. Le telefonate al 187 diventano
innumerevoli. Ogni volta una voce diversa. Graziano,
Monica, Giovanni, Chiara, Clemente. Hanno una caratteristica
comune. Cominciano tutti con la stessa filastrocca.
Buongiorno, sono Filomena in cosa posso esserle utile?
Non li invidio. immagino le risposte pensate dall’utente,a
seconda dell’umore del momento.Peccato poi che gran
parte della loro professionalità finisca li. E allora
ti succede che come nelle migliori commedie all’italiana
ti rifilino le “sole “ piu nere del tipo “Attenda che
vedo” e poi scompaiono. Oppure “ Le telefoneranno
la settimana prossima per prendere un appuntamento”,
” Il pezzo che mancava è in deposito. La richiamerò
io stessa” E cosi via biascicando fino al momento top
nel quale ti danno un appuntamento a cui non si presenta
nessuno. Nel frattempo ti arriva la letterina della
Telecom che tutta scodinzolante ti avvisa che sono tanto
contenti di averti fra la propria clientela e che nel
frattempo ovviamente è scattata l’ora X dalla quale
tu dovresti cominciare a pagarli.
Sono questi i momenti
in cui avverti l’esigenza di prendere la cornetta e
levarti qualche soddisfazione. Ma a che serve. Tanto
dall’altra parte c’è un'altra Cunegonda che ti chiede
in cosa puo esserti utile e che sarà persona diversa
da quella che ti ha risposto cinque minuti prima e che
ti dirà ancora una volta di non preoccuparti che lei
ha pensato a risolvere il tuo problema. Voci irraggiungibili
e presumo con nomi spudoratamente falsi. E allora che
fare? I dirigenti della Telecom ci riempiono di carte
sui programmi di miglioramento aziendale. Acquistano
e ristrutturano a Venezia grandi monasteri in rovina
per farne centri d’avanguardia per le comunicazioni,
immaginando e realizzando in vitro il futuro. Bravi.
Ma a me chi mi da il servizio per il quale mi sono prenotato
scartando altre occasioni. Basterà la semplice risoluzione
del contratto senza oneri per nessuno, ottenuta al Tavolo
di Conciliazione in vigore anche in Abruzzo con ARCO?
Io non credo. C’è di mezzo la credibilità dell’azienda
leader del mercato telefonico che da una parte è all’avanguardia
tecnologica del settore e dall’altra non è in grado
di stare al passo dei nuovi servizi , appesantita com’è
da un apparato burocratico difeso tout court, in nome
di una occupazione della quale si rivendicano solo i
diritti senza troppo soffermarsi sui doveri. E allora
Pronto ? Si noi siamo pronti, ma voi, signori della
Telecom …quando partite?
Franco Venni
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