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Si, dispiace dirlo.
Un sogno tecnologico che fa risparmiare i consumatori
e non inquina l'ambiente si è infranto miseramente,
se le accuse saranno comprovate, prima di tutto nei
miasmi di metodi ed azioni commerciali di una gravità
inaudita.
L'applicazione indebita
e volgarmente speculativa che sembrerebbe essere stata
adottata in riunioni di venditori di azioni terapeutiche
delicatissime come quelle attuate in qualche caso di
psicodramma, somiglia più alla filosofia di un
corpo di marines che ad una struttura commerciale che
ha fiducia prima di tutto nel prodotto che vende.
La scoperta inoltre
che tante sbandierate certificazioni sarebbero state
clamorosamente falsificate non finisce di stupirci anche
se qualche domandina è lecito porla.
Il Tuv che sembrerebbe
non aver mai certificato il Tucker perché non
ha reso chiara la sua posizione con una denuncia formale,
come sembrerebbe aver fatto l'Istituto Giordano?
Perché il
garante della pubblicità non vigila preventivamente
sulle sponsorizzazioni che hanno un particolare impatto
sulla opinione pubblica come quelle dei grandi eventi
tipo campionato mondiale di calcio?
Perché non
si fa una prova definitiva della funzionalità
del Tucker da parte di una struttura pubblica magari
universitaria, in contraddittorio con i tecnici della
Tucker che, pur privati della loro credibilità,
continuano ad asserire che il prodotto funziona purchè
sia istallato con modalità particolari e a certe
condizioni ?
Non è questione
da poco questa, perché non vogliamo che ci siano
su questo aspetto puramente tecnico, ombre o sospetti
di nessun tipo.
Ho ascoltato come tanti altri consumatori molti pareri
in questi due giorni a detrazione del principio scientifico
che fa leva sull'elettromagnetismo ma troppe volte la
storia del "questo è impossibile" è
risuonata nel mondo accademico e nei tribunali di tutti
i tipi, per poi essere smentita dai fatti.
Dalla terra che non poteva girare intorno al sole, alla
impossibilità del volo umano, alle trasmissioni
senza fili. E tutte le volte qualcuno è andato
in galera, qualcun altro ha dovuto abiurare o è
stato emarginato per poi ritrovarsi magari rubata l'innovazione
e il proprio prodotto.
Ci seccherebbe dover scoprire, col senno del poi, per
esempio e per pura teoria, che magari le conoscenze
scientifiche di supporto al Tucker erano oggetto di
studi e sperimentazione in altri contesti scientifici
magari militari e magari stranieri che poco gradivano
interferenze.
Fantascienza? Da ciò che vediamo, sicuramente
al 99,99 %
Don Milani diceva
che è destino dei profeti è di finire
in galera ma non è bello star dalla parte di
chi ce li manda.
In ogni caso vista
l'alta probabilità che le cose riscontrate dalla
Guardia di Finanza siano comprovate da riscontri oggettivi,
non ci resta che attendere gli esiti processuali e riservare
ad ARCO il compito di tutelare in ogni sede i consumatori
colpiti.
Ma forse non basta,
è necessario che la magistratura faccia chiarezza
definitiva sulla formula commerciale del "multilevel"
che ci pare strumentalizzi a fini commerciali la figura
del consumatore, trasformato per magia in uno che vende
alla propria cerchia di sventurati amici e parenti e
che invocano S.Antonio perché faccia la grazia
anche a loro!
Franco Venni
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