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ACCORDO SUI MUTUI IPOTECARI: ALCUNE OSSERVAZIONI

Man mano che si conoscono nuovi particolari sull’accordo (che dovrebbe essere siglato entro trenta giorni dall’annuncio) tra l’Abi ed il Ministero Economico, sorgono seri dubbi sulla convenienza della rinegoziazione dei mutui ipotecari.
In molti casi, infatti, il cliente si potrebbe trovare ad allungare drammaticamente la durata del proprio mutuo con il rischio di durate più lunghe anche di diciotto anni che potrebbero a loro volta comportare assicurazioni obbligatorie e quindi ulteriori costi. Da simulazioni effettuate si evince che, per finanziamenti di durata superiore ai venti anni, è del tutto sconsigliabile intraprendere la strada della rinegoziazione.
Ad esempio, rinegoziare un mutuo trentennale stipulato nel giugno 2004 per 120mila euro, si rischia – in cambio di una riduzione immediata della rata (in verità non disprezzabile) di 180 euro – il prolungarsi del prestito per altri quindici anni (a tasso euribor invariato per tutto il periodo). L’allungamento del mutuo risulta molto più contenuto (solo ventisei mesi) nel caso di un finanziamento ventennale stipulato nel 2005 (sempre di 120 mila euro), con una rata che scende di 163 euro (da 961 a 798 euro).
E’ stato inoltre calcolato che, perché non ci sia un allungamento dei tempi di rimborso, il tasso euribor deve scendere di un punto percentuale rispetto a quello corrente.
Alla luce di queste considerazioni bisogna sottolineare che la sostituzione del finanziamento mediante surroga risulta nella maggior parte dei casi più conveniente della rinegoziazione del mutuo. Quindi il consumatore potrebbe trarre vantaggio dal surrogare (cioè stipulare un nuovo finanziamento) il vecchio mutuo presso la stessa banca o anche cambiando Istituto di credito. Quest’ultima operazione potrebbe avvenire prolungando la scadenza del prestito a data prestabilita, in applicazione della legge 40/2007 (conosciuta come legge Bersani) sulla portabilità dei mutui.
La buona notizia è data dalla constatazione che sempre più banche stanno man mano dando finalmente attuazione alla suddetta legge nr. 40/2007 che non prevede alcun onere a carico del mutuatario. Le spese notarili relative all’annotazione dell’ipoteca presso la conservatoria sono a carico della banca che ha effettuato la surroga del mutuo.
Per dare ulteriore impulso alla portabilità dei mutui è allo studio una legge ad hoc che prevede l’eliminazione definitiva dei costi notarili mediante l’equiparazione dell’ipoteca a titolo mobiliare che pertanto può passare da un soggetto all’altro con una semplice girata.
Infine c’è da aggiungere che la rinegoziazione dei mutui, annunciata dal nuovo ministro dell’economia, non sarà operativa prima della fine dell’anno e, oltre ai dubbi sulla convenienza esposti, resta da chiarire se l’adesione a questa procedura lasci al cliente la libertà di poter successivamente richiedere la “portabilità”.

Non ci resta che attendere la firma della convenzione tra il governo e l’Abi per conoscere i ulteriori dettagli dell’accordo raggiunto - per ora - solo verbalmente.