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Approvata la Class Action ma evitiamo le tentazioni burocratiche (avv. Pietro Lauria, responsabile legale della rete territoriale degli infopoint di ARCO)

Un'azione collettiva, è un’azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Gli altri soggetti della medesima possono chiedere di non avvantaggiarsi dell'azione altrui (esperendone una propria) esercitando l'opt-out right, oppure possono rimanere inerti avvantaggiandosi dell'attività processuale altrui che avviene sulla base del modello rappresentativo. Con l'azione rappresentativa (class actions) si possono anche esercitare pretese risarcitorie per esempio nei casi di illecito plurioffensivo, ma lo strumento oltre alle ben note funzioni di deterrenza realizza anche indubbi vantaggi di economia processuale e di riduzione della spesa pubblica . L'azione rappresentativa è il modo migliore con cui i semplici cittadini possano essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrá essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore.Importata dal sistema giudiziale degli Stati Uniti d’America si caratterizza soprattutto su due aspetti: la possibilità di ricorrere ad una azione collettiva a fini risarcitori e quella di ottenere i cosiddetti danni punitivi.  Si tratta, in sostanza, di un meccanismo processuale che consente di estendere i rimedi concessi a chi abbia agito in giudizio ed abbia ottenuto riconoscimento delle proprie pretese a tutti gli appartenenti alla medesima categoria di soggetti che non si siano attivati.
L'azione collettiva nasce dall'esigenza di consentire, per ragioni di giustizia, di economia processuale e di certezza del diritto, a chi si trovi in una determinata situazione di beneficiare dei rimedi che altri, avendo agito in giudizio ed essendo risultati vittoriosi, possono esercitare nei confronti del convenuto. Un punto di criticità importante, sul quale occorre promuovere un’azione presso presso il Ministero
dello Sviluppo Economico, rimane però quello per il quale, come è avvenuto negli Stati Uniti, la legittimazione attiva che non deve essere affidata esclusivamente ad un ristretto gruppo di associazioni (quali ad esempio quelle riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico) ed il risarcimento effettivo ai danneggiati non deve comportare ulteriori azioni giudiziarie individuali dopo l'eventuale vittoria dell'azione collettiva.
La via maestra dovrà essere invece quella di “lasciare la possibilità di avviare un'azione collettiva a chiunque ne abbia interesse, prevedendo un meccanismo di risarcimento automatico per gli altri”. Il testo votato al Senato (terza versione presentata all’Aula) aggiunge alle 16 associazioni di consumatori già individuate dalla legge quelle che saranno segnalate di concerto dai ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico La speranza è che la dicitura “altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati” contenuta nella proposta di legge approvata sia valorizzata al massimo.
L’introduzione di questo nuovo strumento non può che essere visto come un rafforzamento del dettato costituzionale di valorizzazione delle libere forme associative. In particolare delle associazioni federate che hanno seguito la riforma del titolo quinto della Costituzione, organizzandosi come esso in strutture territoriali federate, e quelle realtà associative
specializzate settorialmente nella tutela di interessi collettivi specifici (tipo usura, pedofilia, risparmio).
Pertanto non possiamo accettare logiche di esclusioni.