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EDUCAZIONE CIVICA – una occasione da non perdere
Evviva.

Si torna a parlare di educazione civica nelle scuole dopo che per anni la si è considerata un accessorio fantasma dell’insegnamento della storia, abdicando ad un dovere che proprio nella scuola oltreché nella famiglia, dovrebbe essere alla base della conoscenza necessaria al rispetto delle leggi che regolano la convivenza civile.
Ma è questo il modo più attuale e adeguato d’intendere oggi l’insegnamento di questa materia alla quale ci si rivolge con tanta speranza per far fronte al continuo aumento del disagio giovanile fatto di solitudine, difficoltà dei rapporti interpersonali, di violenza?
Da quello che appare sui giornali la sensazione che se ne ricava è che ancora una volta questi argomenti verranno affrontati solo in termini burocratici e pedestri, quindi poco efficaci rispetto agli obbiettivi che si intende raggiungere.
I nostri ragazzi hanno bisogno oltre che di assimilare nozioni su diritti e doveri, anche di chi sappia aiutarli nella conoscenza delle proprie ed altrui emozioni, imparando ad esprimerle senza eccessi.
E’ vero che ci vuole ordine e rispetto. Viva il voto in condotta.
Ma chi deve insegnare loro ad avere consapevolezza di se, dei propri sentimenti della propria possibilità creativa, chi deve insegnare loro la gestione dei conflitti, la capacità di critica dei valori offerti dalla società di mercato come solo businnes, consumismo, conformismo, ecc.?
Ci puo essere uno spazio per l’educazione all’ascolto, all’aiuto reciproco, all’autocritica, al desiderio di consapevolezza, ma soprattutto a non avere sempre paura di amare, di cadere, di soffrire e di morire?
Ai giovani che vivono stagioni di sempre maggiori libertà, la famiglia e la scuola devono dare le capacità di reggere il confronto con la solitudine che sempre ad essa si accompagna e che nessuna palestra sessuale, nessuna trasgressione estrema, ne il “branco” riescono a riempire di sentimenti e di calore.
Occorrono molti anni , certamente piu di dieci ,perché i bambini si trasformino in adulti passando attraverso vere e proprie tempeste emotive ed intellettuali e non ci possiamo permettere di abbandonarli come famiglia, scuola e società in un tempo vuoto di consapevolezze e di crescita della propria autostima.
Anche a queste esigenze vorremmo che si ispirasse l’insegnamento di una moderna educazione civica perché di questo c’è bisogno prima ancora di parlare di diritti e di doveri o al massimo di buone maniere .